Bilayer

Il pericardio Bilayer è una membrana estracellulare (ECM) costituita da due distinte superfici, una completamente liscia e una fibrillare. Grazie ad un processo di liofilizzazione frazionato che porta la membrana ad una pressione di 0,020 mbar è possibile esaltare lo stato fibrillare che svolgerà una duplice azione, favorire il processo di guarigione con

minor rischio di formazione di tessuto fibroso ed impedire qualsiasi movimento della protesi.

Negli ultimi anni sempre più donne si sottopongono a interventi a livello mammario sia di tipo estetico (mastoplastica addittiva o mastopessi con protesi) che ricostruttivo (esiti tumori mammari).
Pur con il miglioramento dei materiali, il 10% delle pazienti sviluppa una contrattura capsulare legata alla protesi.
La protesi normalmente viene riconosciuta dal nostro organismo come un corpo estraneo e rivestita da un
tessuto fibroso. In alcuni casi si ha un abnorme aumento di tale tessuto che crea una contrattura della capsula intorno all'impianto.

La tecnologia moderna ha migliorato le protesi mettendo superfici non lisce per ridurre il rischio pur non cancellando il rischio.

La ricerca è indirizzata verso la creazione di superfici di tipo biomimetico che siano in grado di ridurre l'incidenza della formazione del tessuto fibroso.1 L'Università di Manchester ha recentemente sviluppato una nuova superficie esterna per le protesi mammarie in silicone che mima la superficie basale della cute permettendo una più fisiologica risposta dell'organismo.2 L'azieda Polytech che produce protesi mammarie ha adottato diversi tipi di rivestimenti di superficie quali Microthane® che è un rivestimento per protesi mammarie in schiuma di micropoliuretano che ha una rugosità media di 1500 micron. 

La Maggi srl propone il rivestimento della protesi con la membrana  Exaflex nella sua variante Bilayer

Bilayer

Il doppio strato che fa la differenza

La membrana Exaflex viene utilizzata dal 2015 in numerose discipline mediche che si occupano della rigenerazione e riparazione di tessuti lesi. Il pericardio Exaflex non è un biomateriale ma una ECM                                           grazie alla particolare conformazione dello strato fibrillare la riparazione

inizia contestualmente al contatto con superfici di organi o derma

lesi. La protesi rivestita con pericardio Bilayer risulterà 

"invisibile" al sistema immunitario e verrà accettata con minor 

formazione di tessuto fibroso come in ogni rigenerazione tissutale

effettuata con Exaflex.

Di fatto il rivestimento della protesi con pericardio Bilayer risulta

oggi il miglior biomimetismo possibile con una superficie Attiva in

grado di migliorare i processi di guarigione post intervento.

La conformazione della ECM da rivestimento garantisce una copertura della protesi pari al 99% della sua superficie a contatto con i tessuti che durante i primi giorni specie dopo interventi particolarmente cruenti come nel caso dell'asportazione della ghiandola  a seguito di evento tumorale sono affiancati da un intenso interessamento del sistema immunitario che non è solo di specie (biocompatibilità) ma anche di superficie.

Protesi insacchettata con membrana Exaflex

Protesi rivestita con membrana Bilayer Exaflex

Il doppio strato che fa la differenza

Il processo di liofilizzazione frazionato esalta il naturale strato fibrillare del pericardio bovino generando un effetto sui tessuti lesi simile al velcro. Il rivestimento totale conferisce alla protesi un elevato Grip che impedisce qualsiasi micro movimento o rotazione della stessa. Il fenomeno è ulteriormente assicurato dalla rapida cicatrizzazione che avviene tra la ECM e i tessuti della paziente. Come constatato in tutti i casi di vulnologia con utilizzo di ECM Exaflex la membrana non può più essere separata dalla cute dei pazienti dopo 5 - 7 giorni di contatto mediante bendaggio occlusivo.

Foto di Valter Cirillo da Pixabay 

Il rivestimento della protesi in silicone con ECM Bilayer risulta particolarmente indicato in tutti i casi di espianto e reimpianto di protesi a seguito di capsula fibrosa su pazienti che hanno quindi manifestato questo tipo di inconveniente, su pazienti che presentano una tendenza pregressa allo sviluppo di cheloidi . Risulta inoltre utile sia come forma preventiva in chirurgia estetica della mammella che di asportazione della ghiandola in presenza di tessuti fortemente reattivi a seguito di interventi di ricostruzione massiva del seno.

Fonte


1 "Development and functional evaluation of biomimetic silicone surfaces with hierarchical micro/nano
topographical features demonstrates favourable in vitro foreign body response of breast-derived
fibroblasts" (/avvertenza/chirurgia-plastica-e-ricostruttiva/?
qurl=http%3A%2F%2Fwww.sciencedirect.com%2Fscience%2Farticle%2Fpii%2FS0142961215001
131)
Daniel J.T. Kyte, Antonios Oikonomou, Ernie Hill, Ardeshir Bayat
Biomaterials June 2015 Vol 52 - 88-102

(2) Pompei, Stefano, et al: Polyurethane Implants in 2-Stage Breast Reconstruction: 9-Year Clinical Experience. Aesthetic Surgery Journal, Volume 37, Issue 2, 1 febbraio 2017, Pagine 171-176, doi.org/10.1093/asj/sjw183

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